Il popolo delle vacanze
Nonostante i milanesi residenti in città siano circa 1.300.000, quest’anno in vacanza in Sardegna ce n’era un numero prossimo a quello della popolazione cinese.
Anche se è abbastanza facile individuarne la presenza, ecco alcuni indizi che vi faciliteranno l’identificazione.
Mezzi di trasporto
Il milanese quando esce dalla circonvallazione interna (ultimo baluardo della civiltà), non può farlo se non a bordo del suo SUV.
Inoltre, la Sardegna è luogo inospitale ed incolto per definizione, quindi il milanese affronta la trasferta come se dovesse andare al Camel Trophy: taniche di benzina, serbatoi supplementari di acqua, verricello di sicurezza e PlayStation non possono mancare.
A conti fatti l’unico pezzo di strada non asfaltato che fa è quando entra nel parcheggio del ristorante a Porto Rotondo.
Figli
I figli dei milanesi sono fatti con lo stampino. Belli, biondi, con gli occhi azzurri, polo Ralph Lauren per lui, vestitino Armani per lei.
I più aristocratici hanno tatuato sul braccio “Made in Brera”.
Nomi
Rigorosamente stronzi: Dudi, Giangi, Giampi, Fuffi, Ricky, Lollo, Raffi, etc…
Rapporti con gli indigeni
I rapporti con gli indigeni sono spesso ridotti al minimo per evitare che il milanese possa esser disturbato nel suo riposo estivo.
I più democratici partono con specchietti e pietre colorate da barattare con le popolazioni autoctone in cambio di manufatti o pecorini.
Al ristorante
Il milanese è riconoscibile poiché dopo 16 secondi che si è seduto al ristorante (affollato da almeno ¾ della popolazione mondiale), non essendo ancora stato servito da almeno 6 camerieri diversi, si incazza come una bestia e urla indignato frasi del tipo: “E’ un’indecenza!”, “Terzo mondo”, “Se fossimo a Milano, questi li caccerebbero tutti subito”.
Le frasi classiche
“L’anno prossimo ai Caraibi”
“Venti anni fa questa spiaggia era deserta”
“Ad Agosto è proprio impossibile venire in Sardegna”
Anche se è abbastanza facile individuarne la presenza, ecco alcuni indizi che vi faciliteranno l’identificazione.
Mezzi di trasporto
Il milanese quando esce dalla circonvallazione interna (ultimo baluardo della civiltà), non può farlo se non a bordo del suo SUV.
Inoltre, la Sardegna è luogo inospitale ed incolto per definizione, quindi il milanese affronta la trasferta come se dovesse andare al Camel Trophy: taniche di benzina, serbatoi supplementari di acqua, verricello di sicurezza e PlayStation non possono mancare.
A conti fatti l’unico pezzo di strada non asfaltato che fa è quando entra nel parcheggio del ristorante a Porto Rotondo.
Figli
I figli dei milanesi sono fatti con lo stampino. Belli, biondi, con gli occhi azzurri, polo Ralph Lauren per lui, vestitino Armani per lei.
I più aristocratici hanno tatuato sul braccio “Made in Brera”.
Nomi
Rigorosamente stronzi: Dudi, Giangi, Giampi, Fuffi, Ricky, Lollo, Raffi, etc…
Rapporti con gli indigeni
I rapporti con gli indigeni sono spesso ridotti al minimo per evitare che il milanese possa esser disturbato nel suo riposo estivo.
I più democratici partono con specchietti e pietre colorate da barattare con le popolazioni autoctone in cambio di manufatti o pecorini.
Al ristorante
Il milanese è riconoscibile poiché dopo 16 secondi che si è seduto al ristorante (affollato da almeno ¾ della popolazione mondiale), non essendo ancora stato servito da almeno 6 camerieri diversi, si incazza come una bestia e urla indignato frasi del tipo: “E’ un’indecenza!”, “Terzo mondo”, “Se fossimo a Milano, questi li caccerebbero tutti subito”.
Le frasi classiche
“L’anno prossimo ai Caraibi”
“Venti anni fa questa spiaggia era deserta”
“Ad Agosto è proprio impossibile venire in Sardegna”


10 Comments:
mi permetto di obbiettare...A Porto ROtondo non esiste cm di strada non asfaltato..Ed esistono specie umane davvero esilaranti ( avresti dovuto esserci!)Inoltre su alcune affermazioni dei milanesi io mi trovo pienamente d'accordo..Però non dico quali.. ;0)
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Anonimo, at 2:48 PM
Dopo 3 anni e mezzo in una ditta sarda per me la bella Sardegna è off-limits tutto l'anno, non solo ad agosto. E se un sardo dovesse "lavorare" a Milano verrebbe cacciato qualunque attività provasse a fare..... Nulla di personale, solo esasperante esperienza! E comunque ci sono dei sardi in gamba nel lavoro. Pochi, ed a rischio estinzione, ma ci sono (per dovere di cronaca).
Bentornato alla civiltà!
Ahio.
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Anonimo, at 3:28 PM
ue' bentornato, sono venuta a vedere che avevi scritto e mi trovo d'accordo con le cose sui milanesi, pero' devo dire che ormai quello che hai descritto e' tipico di tutti gli italiani (spprattutto la magliettina ed il vestitino di Armani) non parliamo quando poi vanno all'estero li riconosci a 6 miglia di distanza...e dio ci salvi!
L'unica cosa che posso aggiungere e' che sono stata in Sardegna una volta 15 anni fa ed e' stata la vacanza peggiore che avessi mai fatto, gente di merda (tutti o milanesi o romani di quelli terribili) spiaggia affollatissima. Meglio la sicilia o la calabria o la campania. P.S. Io vivo al mare e stamattina sono uscita in barca presto presto con una barchettina piccola con un motorino elettrico che non fa rumore e c'erano decine di razze grandissime meravigliose.
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Anonimo, at 1:59 AM
Nel mio commento precedente ho dimenticato di dire che ero Adri, ma forse l'avevi capito. Ciao
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Anonimo, at 2:00 AM
ho appena guardato la traduzione di manta ray e non e' razze come sempre ho pensato ma diavoli di mare. Vedi ne impari una al giorno!
Adri sempre io che palle penserai tu questa mi invade il blog.
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Anonimo, at 2:02 AM
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Anonimo, at 2:08 AM
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Anonimo, at 2:09 AM
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Anonimo, at 2:10 AM
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Anonimo, at 2:11 AM
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Anonimo, at 2:43 AM
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