Moto e Milano
Una dedica particolare all’imbecille che mi ha fatto cadere in moto.
Lunedì mattina diluviava. A Milano non appena cadono due gocce di pioggia è la catastrofe: il traffico impazzisce, i fiumi straripano (il Lambro e la Martesana, mica il Gange o il Missisispi), si formano tsunami nelle buche piene d’acqua, i tombini esondano e nell’aria si sparge quel piacevole odore di uovo scaduto da 14 giorni…
In questa scena apocalittica io ero in C.so XXII Marzo che dovevo svoltare a sinistra (è illegale, ma neanche tanto…). In senso inverso c’era una coda di automobili di circa 34 km completamente IMMOBILI. Intravedo uno spiraglio tra due macchine e cerco di passare in mezzo. Ma il genio che guidava la macchina dietro ha avuto una illuminazione: vedendo che tra lui e la macchina che lo precedeva intercorrevano ben 35 cm, ha pensato bene che era uno spreco non sfruttarli: ha ingranato la prima ed è avanzato, incurante del fatto che in quegli stessi centimetri mi ci sarei di li a poco infilato io.
Non ricordo di preciso cosa è successo, ma penso che gli eventi siano stati più o meno questi: frenata - filotto di bestemmie in rima baciata con dedica finale a San Cristoforo Martire, patrono dei tassisti - scarto a destra – si inclina la moto – la moto si spegne – cerco di sorreggere la moto per non farla cadere – iniziano a provenire dalla schiena i primi scricchiolii di vertebre che si incrinano – la schiena cede – cedo anche io, mi sfilo e faccio cadere la moto.
Naturalmente l’imbecille non si è accorto di niente e sfruttando un improvviso balzo in avanti del traffico si è dileguato.
Nel frattempo, la moto ha iniziato a perdere benzina; non so se sia stata la paura che potesse prendere fuoco, l’incazzatura di aver appena fatto un mutuo dal benzinaio per fare il pieno o la paura che il 12 barrato (il Jumbo-tram, che già dal nome si capisce che non è piccolo… ) mi tirasse sotto, fatto sta sono stato preso da raptus raddrizzatorio e ho cercato di sollevare la moto. Da solo.
Non solo il tentativo è miseramente fallito tra gli sguardi di compatimento degli automobilisti che dai loro abitacoli mi pigliavano per il culo (ben guardandosi dal scendere ad aiutarmi), ma sono anche stato colpito da “colpo della strega” che mi ha bloccato in una sconveniente posa ad angolo retto…
Mi sono reso conto che eravamo arrivati ad un punto in cui bisognava fare qualcosa. Ho preso la situazione in mano, mi sono tolto il casco lo ho appoggiato per terra e ho aspettato.
La situazione era questa. Moto per terra in mezzo alla strada, io in piedi (piegato), casco per terra, le macchine che mi passavano a fianco e nessuno che si ferma.
Alla fine un tassista si è fermato e mi ha dato una mano a raddrizzare la moto; mentre stavo per ripartire gli dico: “Grazie, non so come avrei fatto senza di lei”.
Mentre se ne va mi dice: “E’ che con la moto in mezzo alla strada non riuscivo a passare…”
Lunedì mattina diluviava. A Milano non appena cadono due gocce di pioggia è la catastrofe: il traffico impazzisce, i fiumi straripano (il Lambro e la Martesana, mica il Gange o il Missisispi), si formano tsunami nelle buche piene d’acqua, i tombini esondano e nell’aria si sparge quel piacevole odore di uovo scaduto da 14 giorni…
In questa scena apocalittica io ero in C.so XXII Marzo che dovevo svoltare a sinistra (è illegale, ma neanche tanto…). In senso inverso c’era una coda di automobili di circa 34 km completamente IMMOBILI. Intravedo uno spiraglio tra due macchine e cerco di passare in mezzo. Ma il genio che guidava la macchina dietro ha avuto una illuminazione: vedendo che tra lui e la macchina che lo precedeva intercorrevano ben 35 cm, ha pensato bene che era uno spreco non sfruttarli: ha ingranato la prima ed è avanzato, incurante del fatto che in quegli stessi centimetri mi ci sarei di li a poco infilato io.
Non ricordo di preciso cosa è successo, ma penso che gli eventi siano stati più o meno questi: frenata - filotto di bestemmie in rima baciata con dedica finale a San Cristoforo Martire, patrono dei tassisti - scarto a destra – si inclina la moto – la moto si spegne – cerco di sorreggere la moto per non farla cadere – iniziano a provenire dalla schiena i primi scricchiolii di vertebre che si incrinano – la schiena cede – cedo anche io, mi sfilo e faccio cadere la moto.
Naturalmente l’imbecille non si è accorto di niente e sfruttando un improvviso balzo in avanti del traffico si è dileguato.
Nel frattempo, la moto ha iniziato a perdere benzina; non so se sia stata la paura che potesse prendere fuoco, l’incazzatura di aver appena fatto un mutuo dal benzinaio per fare il pieno o la paura che il 12 barrato (il Jumbo-tram, che già dal nome si capisce che non è piccolo… ) mi tirasse sotto, fatto sta sono stato preso da raptus raddrizzatorio e ho cercato di sollevare la moto. Da solo.
Non solo il tentativo è miseramente fallito tra gli sguardi di compatimento degli automobilisti che dai loro abitacoli mi pigliavano per il culo (ben guardandosi dal scendere ad aiutarmi), ma sono anche stato colpito da “colpo della strega” che mi ha bloccato in una sconveniente posa ad angolo retto…
Mi sono reso conto che eravamo arrivati ad un punto in cui bisognava fare qualcosa. Ho preso la situazione in mano, mi sono tolto il casco lo ho appoggiato per terra e ho aspettato.
La situazione era questa. Moto per terra in mezzo alla strada, io in piedi (piegato), casco per terra, le macchine che mi passavano a fianco e nessuno che si ferma.
Alla fine un tassista si è fermato e mi ha dato una mano a raddrizzare la moto; mentre stavo per ripartire gli dico: “Grazie, non so come avrei fatto senza di lei”.
Mentre se ne va mi dice: “E’ che con la moto in mezzo alla strada non riuscivo a passare…”


6 Comments:
esagerato....
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Anonimo, at 3:20 PM
Come avverte Bergson, si ride soltanto di ciò che è propriamente umano. Umano e relativo all’imperfezione umana.
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Anonimo, at 3:22 PM
dovevi essere carino piegato a 90°.
perchè non mi hai chiamato?
sarei venuta subito a fotografarti con la mia macchina fotografica nuova.
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Anonimo, at 3:56 PM
Ps tutto quest sotto la telecamera dei vigili che controlla il traffico.
adesso aspetto un verbale luingo un kilometro...
PS Ma Bergson era il terzino dell'Atalanta? :-)
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il.giallo, at 6:36 PM
no, quello era Stromberg (o forse lui non era un terzino?).
Comunque Bergson o Stromberg, io a vederti piegato a novanta in mezzo a quel casino avrei riso in ogni caso!
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Janluu, at 2:09 PM
LO VOGLIAMO AGGIORNARE STO BLOG????????????????????????????????
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Anonimo, at 9:33 AM
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