Post finale
Da un paio di giorni nei bar, sui mezzi pubblici, in macchina, si possono riconoscere due tipologie di persone.
I milanisti e il resto del mondo.
I milanisti sfoggiano facce che spaziano dall’incazzato all’incredulo, dall’ebete allo stralunato; sono irascibili e nervosi, barba sfatta e vestiti stropicciati, lo sguardo di chi si è svegliato da un incubo, non parlano.
Non appena gli si avvicina qualcuno con la Gazzetta dello Sport, iniziano a ringhiare e cercano di azzannarlo.
In loro presenza è impossibile nominare semplici parole come “coppa” o “partita” senza correre il rischio di trovarsi invischiati in una zuffa da strada.
Il resto del mondo, con in testa gli interisti, lo si riconosce dal sorriso beato e giulivo, ride e scherza a gran voce, vengono strette amicizie con sconosciuti, si distribuiscono maschie pacche sulle spalle e vigorose strette di mano.
Sembra essersi instaurato una sorta di sessantottesco “Peace and love” universale.
Circolano già le prime voci di taumaturgici miracoli legati al clamoroso risultato e iniziano le prime raccolte di firme per santificare il portiere del Liverpool.
Alcuni esagitati stanno già organizzando i primi pellegrinaggi allo stadio Ataturk di Istanbul.
I milanisti e il resto del mondo.
I milanisti sfoggiano facce che spaziano dall’incazzato all’incredulo, dall’ebete allo stralunato; sono irascibili e nervosi, barba sfatta e vestiti stropicciati, lo sguardo di chi si è svegliato da un incubo, non parlano.
Non appena gli si avvicina qualcuno con la Gazzetta dello Sport, iniziano a ringhiare e cercano di azzannarlo.
In loro presenza è impossibile nominare semplici parole come “coppa” o “partita” senza correre il rischio di trovarsi invischiati in una zuffa da strada.
Il resto del mondo, con in testa gli interisti, lo si riconosce dal sorriso beato e giulivo, ride e scherza a gran voce, vengono strette amicizie con sconosciuti, si distribuiscono maschie pacche sulle spalle e vigorose strette di mano.
Sembra essersi instaurato una sorta di sessantottesco “Peace and love” universale.
Circolano già le prime voci di taumaturgici miracoli legati al clamoroso risultato e iniziano le prime raccolte di firme per santificare il portiere del Liverpool.
Alcuni esagitati stanno già organizzando i primi pellegrinaggi allo stadio Ataturk di Istanbul.


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