Madame shopping
Intercity Bologna – Milano delle 07,44.
Mi concedo un biglietto di prima classe per poi produrmi in una serie smisurata di bestemmie non appena vedo il prezzo del biglietto.
Viaggio solitario fino a Reggio Emilia quando entra nel mio scompartimento una signora: età anagrafica circa 50 anni con l'evidente sforzo (mal riuscito) di dimostrare qualche decade in meno, curatissima, con quell’eleganza caratteristica della provincia emiliana e la faccia la stronza tipica di tutto il resto del mondo.
Destinazione Milano, dove probabilmente è attesa da una lunga ed estenuante giornata di shopping.
Prima di sedersi si produce in una ampia pulizia della poltrona (si vede chiaramente che l’ipotesi che possa essere stata utilizzata da qualche altro essere umano la destabilizza); terminata l’attività di disinfestazione, guarda con disprezzo lo scompartimento e me (il giudizio su entrambi non è positivo): valuta velocemente se considerarmi un essere umano (con conseguenza dell’obbligo di saluto) o un arredo dello scompartimento. Propende per questa seconda ipotesi. Gentilmente ricambio con un sorriso vaffanculeggiante.
La signora ha un bagaglio ridotto all’essenziale: borsa Louis Vitton dimensione TIR e coppia di riviste per soddisfare l’intelletto (Sudoku) e la cultura (Diva).
Finalmente rilassata può ora abbandonarsi all’attività che probabilmente impegna i ¾ delle sue giornate: il rifacimento del trucco.
Dalla Louis Vuitton estrae un intero negozio di profumeria; incurante dei sobbalzi si produce in una operazione di chirurgia plastica al termine della quale stento a riconoscerla. Fortunatamente, sotto i 3 kg di trucco le è rimasta sempre la stessa faccia da stronza.
Dopo il restauro (più o meno all’altezza di di Parma) prende il Sudoku, estrae la sua bella penna, apre il giornale a pagina 3 (immagino dove ci siano quelli facilitati) e si immerge nel gioco. Immediatamente si nota che la signora è in difficoltà: corruga la fronte, tortura la biro, si mette in bocca 32 chewingum (che mastica con lo stile di un camallo), si guarda in giro in cerca di un aiuto (stronza, ci sono solo io!) ma non scrive neanche un numero…
A Fidenza, gli sforzi intellettuali danno i loro frutti; illuminata da improvviso colpo di genio, inserisce un bel “2” in una casella vuota e per l’emozione sviene esanime.
Velocemente ripresasi dall’emozione, si lancia nella scrittura di decine di sms per avvertire le amiche dei suoi successi.
Per evitare ulteriori sforzi all’unico neurone ospitato, si concede del meritato riposo con la lettura di “Diva”; arraffa con voluttuosità la rivista sulla cui copertina la Hunziker sorride con svizzera intelligenza e pregusta i servizi all’interno: l’Oroscopo delle Coppie, foto esclusive di qualche matrimonio, intervista alla sopracitata Michelle più altre mirabolanti notizie su VIP vari.
All’avvicinarsi di Milano, l’agitazione della signora aumenta. A Lodi ripassa a bassa voce i nomi dei negozi dei negozi e controlla la batteria di carte di credito, a Melegnano si inginocchia in preghiera in direzione di via Monenapoleone, a Rogoredo gli appaiono in visione Dolce & Gabbana, a Lambrate inizia ad ululare con gli occhi iniettati di sangue.
Appena il treno si ferma, cerca di mordere il controllore che tentava di calmarla, sfonda a testate la porta, e la vedo scomparire muggendo per la felicità.
Buono shopping, faccia da stronza!
Mi concedo un biglietto di prima classe per poi produrmi in una serie smisurata di bestemmie non appena vedo il prezzo del biglietto.
Viaggio solitario fino a Reggio Emilia quando entra nel mio scompartimento una signora: età anagrafica circa 50 anni con l'evidente sforzo (mal riuscito) di dimostrare qualche decade in meno, curatissima, con quell’eleganza caratteristica della provincia emiliana e la faccia la stronza tipica di tutto il resto del mondo.
Destinazione Milano, dove probabilmente è attesa da una lunga ed estenuante giornata di shopping.
Prima di sedersi si produce in una ampia pulizia della poltrona (si vede chiaramente che l’ipotesi che possa essere stata utilizzata da qualche altro essere umano la destabilizza); terminata l’attività di disinfestazione, guarda con disprezzo lo scompartimento e me (il giudizio su entrambi non è positivo): valuta velocemente se considerarmi un essere umano (con conseguenza dell’obbligo di saluto) o un arredo dello scompartimento. Propende per questa seconda ipotesi. Gentilmente ricambio con un sorriso vaffanculeggiante.
La signora ha un bagaglio ridotto all’essenziale: borsa Louis Vitton dimensione TIR e coppia di riviste per soddisfare l’intelletto (Sudoku) e la cultura (Diva).
Finalmente rilassata può ora abbandonarsi all’attività che probabilmente impegna i ¾ delle sue giornate: il rifacimento del trucco.
Dalla Louis Vuitton estrae un intero negozio di profumeria; incurante dei sobbalzi si produce in una operazione di chirurgia plastica al termine della quale stento a riconoscerla. Fortunatamente, sotto i 3 kg di trucco le è rimasta sempre la stessa faccia da stronza.
Dopo il restauro (più o meno all’altezza di di Parma) prende il Sudoku, estrae la sua bella penna, apre il giornale a pagina 3 (immagino dove ci siano quelli facilitati) e si immerge nel gioco. Immediatamente si nota che la signora è in difficoltà: corruga la fronte, tortura la biro, si mette in bocca 32 chewingum (che mastica con lo stile di un camallo), si guarda in giro in cerca di un aiuto (stronza, ci sono solo io!) ma non scrive neanche un numero…
A Fidenza, gli sforzi intellettuali danno i loro frutti; illuminata da improvviso colpo di genio, inserisce un bel “2” in una casella vuota e per l’emozione sviene esanime.
Velocemente ripresasi dall’emozione, si lancia nella scrittura di decine di sms per avvertire le amiche dei suoi successi.
Per evitare ulteriori sforzi all’unico neurone ospitato, si concede del meritato riposo con la lettura di “Diva”; arraffa con voluttuosità la rivista sulla cui copertina la Hunziker sorride con svizzera intelligenza e pregusta i servizi all’interno: l’Oroscopo delle Coppie, foto esclusive di qualche matrimonio, intervista alla sopracitata Michelle più altre mirabolanti notizie su VIP vari.
All’avvicinarsi di Milano, l’agitazione della signora aumenta. A Lodi ripassa a bassa voce i nomi dei negozi dei negozi e controlla la batteria di carte di credito, a Melegnano si inginocchia in preghiera in direzione di via Monenapoleone, a Rogoredo gli appaiono in visione Dolce & Gabbana, a Lambrate inizia ad ululare con gli occhi iniettati di sangue.
Appena il treno si ferma, cerca di mordere il controllore che tentava di calmarla, sfonda a testate la porta, e la vedo scomparire muggendo per la felicità.
Buono shopping, faccia da stronza!


2 Comments:
figo,che ogni tanto ancora scrivi!!!!
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Anonimo, at 11:30 AM
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
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Pilla, at 6:21 PM
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