Esame #2
Esame di Storia dell’Europa Orientale.
La prof. si presenta agguerrita e a tema vestita: colbacco in testa, cappotto veterocomunista, bottiglia di vodka e Pravda sottobraccio.
Mi scruta con occhi inquisitori, mi punta un faro in faccia in stile KGB e spara la prima domanda:
Prof: “Tovarich, parliamo del congresso di Berlino”
Questa la so…
Io: “bla, bla. Bla, etc.”
Prof: “Bene, quali sono le conseguenze sulla carta geografica d’Europa?”
Questa forse la so…
Io: “bla, bla, mmmhh, bla, etc…”
Prof: “Quali stati arrivano all’indipendenza? Faccia attenzione: indipendenza, non autonomia!”
Questa mi sa che non la so…
Io: “Dunque… mmmhhh. La Serbia… No?!?”
Prof: “Si, poi?”. Inizia ad alzare la voce; intuisce che le mie certezze iniziano a vacillare.
Io: “Mmmmhhh, la Romania…”
Prof: “Poi??”. È finita, ha scovato un punto debole. Sorride perfida e bolscevica.
Io: “ehm.. mmmhhhh, dunque…”
Prof : “Forza, è facile… uno Stato proprio li vicino… su che lo sa…” Mi guarda sadica e crudele e decide di godersi quei miei silenzi imbarazzati ancora qualche minuto.
Io: “Dunque.. abbiamo già detto Serbia e Romania… rimane quindi…”
Prof: “Dai che è facile… Le do un aiuto: uno stato con cui anche i Savoia si sono imparentati con un matrimonio…”
Naturalmente questo indizio, fondamentale per la lei, risulta completamente privo di utilità: non seguo i gossip sui Savoia adesso, figuriamoci se sono informato su quelli di 120 anni fa!
Cerco di pensare all’altro indizio, quello sulla vicinanza geografica, elencando tutta la serie di stati confinanti.
Dopo qualche istante di silenzio giunge il momento in cui in un esame si deve prendere il coraggio a due mani: o si ammette barbinamente la propria ignoranza, oppure si spara completamente a caso mostrando sicumera.
Ho scelto la seconda strada. Ho simulato una improvvisa illuminazione, ho fatto l’espressione di quello che non riesce a capacitarsi di come non abbia fatto a ricordarsi prima la risposta giusta e ho sparato: “Ah, si! L’Albania!”
Prof: “Ma va la! Il Montenegro!”
Io: “Ah, si, è vero! Proprio quello volevo dire… scusi, mi sono confuso con… stavo pensando a… si, si, si, il Montenegro. È che… appunto, il Montenegro. Ecco. Ehm…”. Prima o poi imparerò a stare zitto quando non so la risposta…
La prof. si presenta agguerrita e a tema vestita: colbacco in testa, cappotto veterocomunista, bottiglia di vodka e Pravda sottobraccio.
Mi scruta con occhi inquisitori, mi punta un faro in faccia in stile KGB e spara la prima domanda:
Prof: “Tovarich, parliamo del congresso di Berlino”
Questa la so…
Io: “bla, bla. Bla, etc.”
Prof: “Bene, quali sono le conseguenze sulla carta geografica d’Europa?”
Questa forse la so…
Io: “bla, bla, mmmhh, bla, etc…”
Prof: “Quali stati arrivano all’indipendenza? Faccia attenzione: indipendenza, non autonomia!”
Questa mi sa che non la so…
Io: “Dunque… mmmhhh. La Serbia… No?!?”
Prof: “Si, poi?”. Inizia ad alzare la voce; intuisce che le mie certezze iniziano a vacillare.
Io: “Mmmmhhh, la Romania…”
Prof: “Poi??”. È finita, ha scovato un punto debole. Sorride perfida e bolscevica.
Io: “ehm.. mmmhhhh, dunque…”
Prof : “Forza, è facile… uno Stato proprio li vicino… su che lo sa…” Mi guarda sadica e crudele e decide di godersi quei miei silenzi imbarazzati ancora qualche minuto.
Io: “Dunque.. abbiamo già detto Serbia e Romania… rimane quindi…”
Prof: “Dai che è facile… Le do un aiuto: uno stato con cui anche i Savoia si sono imparentati con un matrimonio…”
Naturalmente questo indizio, fondamentale per la lei, risulta completamente privo di utilità: non seguo i gossip sui Savoia adesso, figuriamoci se sono informato su quelli di 120 anni fa!
Cerco di pensare all’altro indizio, quello sulla vicinanza geografica, elencando tutta la serie di stati confinanti.
Dopo qualche istante di silenzio giunge il momento in cui in un esame si deve prendere il coraggio a due mani: o si ammette barbinamente la propria ignoranza, oppure si spara completamente a caso mostrando sicumera.
Ho scelto la seconda strada. Ho simulato una improvvisa illuminazione, ho fatto l’espressione di quello che non riesce a capacitarsi di come non abbia fatto a ricordarsi prima la risposta giusta e ho sparato: “Ah, si! L’Albania!”
Prof: “Ma va la! Il Montenegro!”
Io: “Ah, si, è vero! Proprio quello volevo dire… scusi, mi sono confuso con… stavo pensando a… si, si, si, il Montenegro. È che… appunto, il Montenegro. Ecco. Ehm…”. Prima o poi imparerò a stare zitto quando non so la risposta…


1 Comments:
sorridi, http://roomhates.blogspot.com è tornato!
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Olaf, at 2:15 PM
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