vadoaviveredasolo

mercoledì, settembre 28, 2005

Filtro

Ho scritto una mail per chiedere un aumento.
Appena ho cliccato su “Invia” mi ha dato un errore, si è chiuso Outlook, il sistema ha crashato e ho dovuto riavviare il computer…

giovedì, settembre 22, 2005

Matrimonio #3

Il matrimonio di Marco è stato qualcosa di molto simile ad una puntata di Giochi senza Frontiere. durante la cerimonia gli sposi sono stati sottoposti ad alcune prove difficilissime.

L’accensione della candela

Allo sposo viene rifilato un cero di circa 32 kg e di 4 metri di lunghezza con cui deve accendere un’altra microscopica candelina posta ad una altezza himalaiana.
Il solenne gesto, carico di significati religiosi e allegorici, viene affrontato con rigore e solennità dallo sposo.
Ben presto il compito si dimostra più arduo del previsto. Il cero in mano allo sposo inizia ad ondeggiare pericolosamente senza riuscire a raggiungere la candelina, le prime gocce di cera bollente iniziano a colare sulle mani nude dello sposo che inizia a mormorare sommessamente qualcosa.
I più devoti annuiscono pensando si tratti di orazioni recitate a bassa voce; i più vicini riferiscono di aver udito sonore bestemmie.
Dopo alcuni minuti di imbarazzo e 4 dita con ustioni di 2 grado, miracolosamente lo sposo è riuscito nel compito.

Gli anelli

Gli anelli sono stati messi all’interno di una scatola e legati alla base mediante un triplo nodo scorsoio, del filo di ferro ed un lucchetto con combinazione a 36 cifre criptata.
La sposa è riuscita nell’impresa di liberare il suo anello in 6 secondi netti (nuovo record europeo), mentre sorrideva beata ai testimoni.
Marco, in difficoltà dalle ferite alle dita, dopo circa 3 ore e 12 minuti di tentativi inefficaci ha chiesto l’aiuto di un fabbro con fiamma ossidrica per liberare il suo anello.

L’uscita dalla chiesa

All’uscita dalla chiesa è usanza tracciare immagini allegoriche e gioiose con il riso, così un parente dello sposo si è sentito in dovere di raffigurare qualcosa sul sagrato.
Non si è ancora capito cosa volesse rappresentare ma il disegno ha subito spaccato in due gli invitati: alcuni affermavano che il disegno sicuramente raffigurava due romantici cuori intrecciati, mentre altri dichiaravano che la figura ritraeva distintamente un enorme culo.

(continua)

martedì, settembre 20, 2005

Matrimonio #2

Finalmente è arrivato il gran giorno. Marco il mio collega si è sposato.
Ecco un breve resoconto del matrimonio del secolo.

La chiesa

Sant XXX da Baggio. Chiesa cubiforme a metà tra il magazzino industriale e il bunker antiatomico. All’interno una navata unica sovrastata da un vibrante ed incessante intreccio di colonne prefabbricate e lastroni di ferrocemento.
Alle pareti affreschi dell’imbianchino del comune, che è riuscito nell’opera unica di mostrare l’allegro grigio in tutte le sue briose tonalità (fumo di londra, piombo, topo, etc.).
All’esterno, splendida scalinata in finto marmo su cui una zia della sposa è scivolata a fine cerimonia, rotolando per svariati gradini.
Alcuni tra gli invitati più maligni suggerivano che sarebbe stato meglio sposarsi alla Upim.

Invitati (non colleghi)

Gli invitati erano rigorosamente divisi tra quelli della sposa (i brutti) e dello sposo (gli antipatici).
Tutti però accomunati dall’appartenenza al mondo dell’associazionismo cattolico: si andava dagli ultraortodossi antimeticci periani all’ala ultrà dei Papa Boys, dai formigonascetociellini fino ad arrivare ad uno che si credeva la reincarnazione di San Pancrazio martire.

Invitati (colleghi)

Rigorosamente invitati tutti quelli con un grado superiore al suo. Ancora mi chiedo cosa ci facessi io li.

Il vestito dello sposo

Marco si presenta in completo blu da alta cerimonia completo di cappello a feluca e spadone da Grandammiraglio della Marina Militare. L’abbondante quantità di amido e/o la taglia decisamente sottodimensionata lo impediscono nei movimenti e nella respirazione, tanto che al rito dello scambio del gesto di pace aveva un’elegante sfumatura cianotica che legava in pieno col completo.

(continua)

giovedì, settembre 15, 2005

Traffico

Sere fa mi sono infilato per un paio d'rette nel traffico milanese.
Mentre cercavo di non farmi stirare da proprietari di ingombranti SUV o da qualche fighettino in Smart ho dato un occhio alle abitudini alla guida.

Primo posto: la telefonata al cellulare

Il guidatore al cellulare di solito con la destra tiene il cellulare, con la sinistra il volante.
Fino a quando è fermo tutto ok.
Quando però parte e deve cambiare, iniziano i problemi.
Incastra il telefono tra spalla e orecchio, ma il cellulare gli scivola, allora riprende il telefono con la destra, molla il volante e cambia con la sinistra, ma con la spalla tocca il volante e la macchina sbanda, quindi per la paura sbaglia la marcia ed ingrana la retro; nel frattempo con la destra cerca di riprendere il volante riuscendo ad annodarsi le braccia. Alla fine si schianta contro un palo, scende dalla macchina e come se niente fosse dice all’amico dall’altra parte del telefono: “Si, ho parcheggiato adesso. Allora, ti dicevo…”.

Secondo posto: le dita nel naso

Un evergreen!
Dal manager elegantissimo al camionista in canotta, tutti uniti in questo genuino e democratico gesto che avvicina ceti differenti.
Le tecniche usate sono le più disparate. Dal semplice utilizzo dell’indice si passa poi a metodi pluridita (da 2 ad 8, comprese quelle dei piedi o altrui) o all’utilizzo di corpi estranei che si possono trovare in macchina (dalla biro al triangolo d’emergenza).
Fanno schifo ma sono (quasi) innocui.

Terzo posto: leggere il giornale

Giornale rigorosamente aperto su pagine sportive, cronaca italiana o programmi televisivi.
Se il guidatore trova un argomento che lo interessa, tira il freno a mano, spegne la macchina e si immerge nella lettura.
Si accorge di ostruire il traffico solo quando i 24 km di coda dietro di lui intonano all’unisono la marcia di Radetzky con i clacson e un pubblico da stadio lo vaffanculeggia ululando.
Chiude il giornale indispettito e riparte dicendo: “E poi ci si lamenta che la gente non legge i quotidiani!”

A seguire altri simpatici comportamenti quali: investire i pedoni, litigare, sorpassare a destra, passare col rosso, etc, etc.

lunedì, settembre 12, 2005

Caffè

Ore 9.01
Io: “Ragazzi, venite a bere il caffè?”

Marco: “No, grazie, non mi va…”
Fabio: “L’ho già bevuto…”
Marco: “E poi ho un sacco di cose da fare..."

Ore 9.08
Rientro in ufficio.

Ore 9.09
Entra in ufficio il capo.

Ore 9.10
Il capo: “Ragazzi, venite a bere il caffè?”

Marco: “Ohhhh, che bell’idea! Ne avevo proprio voglia”
Fabio: “Certo! Un buon caffè è quello che ci vuole a quest’ora!”
Marco: “Naturalmente pago io!”

giovedì, settembre 08, 2005

Curriculum

Melissa Satta è già nota per essere la fidanzata del "troppo bello" Daniele Interrante della trasmissione "Uomini e donne".
E' nata a Boston e ha passato i primi anni fra l'America e la Sardegna.
All'età di 16 anni ha cominciato a lavorare nella moda e nello spettacolo. Nel 2003 è arrivata seconda a "Miss Muretto", concorso che, fanno notare dall'organizzazione, vanta tra le sue ex partecipanti anche Simona Ventura e Maria Teresa Ruta.
Maturità classica, frequenta presso lo Iulm di Milano il corso di pubbliche relazioni.
Nel 2005 il suo debutto in televisione al fianco di Teo Mammucari con "Mio fratello è Pakistano" (Canale 5).
E' karateka professionista.

Quindi farà la velina a Striscia la notizia.

Francesa XXXX è nota per essere la fidanzata del pregiudicato Pasquale YYYYY, tuttora latitante.
È nata nella provincia di Isernia e ha passato i primi anni da uno sfratto all’altro.
All’età di 17 anni ha iniziato a lavorare come aiuto cuoca nel ristorante di suo zio Peppino.
Nel 2003 è arrivata seconda all’albero della cuccagna della Sagra dell’uva di Riccia, manifestazione che, fanno notare gli organizzatori, vanta il record tuttora imbattuto di patenti ritirate per guida in stato di ebrezza.
Maturità scientifica, laurea in matematica con una tesi sulla struttura simpolettica dello spazio delle fasi hamiltoniano.
Nel 2005 il suo debutto nel mondo del lavoro alla ricerca di un posto qualsiasi.
È un cesso.

Quindi lavorerà come commessa da McDonald's.

Sintesi

Il mio capo:
“ blablablablabla … nuovo progetto … blablablablabla … la qualità … blablablablabla … il Cliente … blablablablabla… tu … blablablablabla … in qualità di project manager… blablablablabla … responsabile … blablablablabla …”
Durata del discorso : 35 minuti.

Il tutto poteva essere riassunto nella più concisa ed efficace formula: “Se le cose non funzionano, sono cazzi tuoi”.

mercoledì, settembre 07, 2005

Alibi

Ufficio in centro Milano. Vietatissimo fare chiamate personali, pena la crocifissione in sala mensa.
Una collega deve fare una telefonata di lavoro.
Prende il cellulare ed esce dicendo: “Se mi cerca il capo ditegli che mi hanno rapito!”

martedì, settembre 06, 2005

Fame!

Ore 13.00. Ogni giorno.

Puntuale come sempre scatta l'acceso dibattito: dove andiamo a mangiare?

Le alternative sono:

Gigi il troione

Simpatico e scherzoso sopranome affibbiato al padrone di una elegante trattoria arredata in stile anni ’70 (1870 però) in cui viene offerto un menù leggero e dedicato a chi tiene costantemente un occhio verso la dieta.
Indipendentemente dalla vostra scelta troverete due costanti nel piatto che ordinerete:
- 4 dita d’olio su cui galleggia qualsiasi cosa sia presente nel piatto
- una dose di aglio sufficiente a sterminare tutti i vampiri della Transilvania

La tabaccheria

Locale gestito da un gruppo di ragazzi del quartiere.
L’ambiente è allegro e gioviale come ad un corteo funebre, i camerieri sono simpatici come delle zecche e belli come Bombolo (i maschietti) e Gegia (le signorine); in compenso si mangia male.
Questa è solitamente la prima opzione ad essere scartata.

La pizzeria

Locale gestito da una famiglia di egiziani.
Dal punto di vista culinario non è malaccio, ma per mangiare li bisogna prendere almeno mezza giornata di ferie.
Per una margherita ci vogliono dalle 2 alle 3 ore e per un primo dalle 4 alle 8 ore. Un rappresentante di Voghera ha ordinato a Luglio il menù completo ed è ancora seduto vicino all’ingresso in attesa del caffè.

La rosticceria cinese

Proposta lanciata ogni tanto da qualche pazzo scriteriato per dare un tocco di esotismo alle grigie giornate milanesi.
Si vocifera che alcuni suoi piatti siano vietati dalla convenzione di Ginevra.
Il pranzo alla rosticceria cinese comporta sempre effetti collaterali classificabili in 3 diversi gradi di gravità:

1) attacchi improvvisi di narcolessia con conseguente rumorosa caduta della testa sulla tastiera
2) rumori cupi e prolungati, boati e tuoni provenienti dallo stomaco, luogo in cui si attua una epica e leggendaria battaglia tra gli involtini primavera e i succhi gastrici, in un eroico quanto inutile tentativo di digestione
3) cagotto fulminante e conseguente stazionamento sul cesso per l’intero pomeriggio

venerdì, settembre 02, 2005

Mail

Parte di una mail inviatami dal mio collega Marco, in seguito ad un piccolo diverbio.

"Mi spiace che il mio toni sembri o forse lo è non gentile e incordiale. Sinceramente non è mia intenzione.
[omissis]
Visto che ai lavori fatti bene ci tengo sia io che te come tutti noi, sarà molto mia premura darti tutte le informazioni che ti potranno essere utili quando queste informazioni ci saranno.
[omissis]

Ciao Marco

P.S.
Ci vieni al matrimonio?
O visto la mia burberia non ci vieni più?"

Romanticismo #2

Vacanza.
Siamo a tavola con alcune persone appena conosciute grazie ad un amico comune; tra queste c'è una coppia.
Ad un certo punto lui si rivolge a lei proferendo queste dolci parole:

“Amore, tu non sei una cima, ma quella di prima…”.