Questo week end l’ho passato sulle ridenti spiagge liguri dove ho combattuto contro orde di lanzichenecchi e milanesi per guadagnarmi un fazzoletto di spiaggia (quasi) vista mare.
Nelle ore passate a sciogliermi in spiaggia, ho avuto modo di osservare le attività che l’italico popolo si inventa per evitare di rompersi i maroni.
I pallavolistiTrattasi di gruppi eterogenei composti da un nucleo minimo di 2 persone fino ad un massimo di 300.000. Si dispongono in cerchio perfetto e palleggiano allegramente.
Le ragazze cercano di giocare con un minimo di tecnica (solitamente scadente), i ragazzi si esibiscono in schiacciate ogni volta che la palla supera una altezza di 15 cm sul livello del mare, mirando le ragazze. Ogni centro è salutato da muggiti, pacche sulle spalle e risate da parte maschile e da fratture al setto nasale e traumi facciali da parte femminile.
I racchettonistiWimbledon o Pietra Ligure non fa differenza. Iniziano a giocare con fare incerto in uno spazio ristrettissimo, poi entrano in trance agonistica, si allargano incuranti del mondo esterno e iniziano a sparare delle bordate a 300 km/h, abbattendo (a colpi di pallina o racchettate in faccia) qualsiasi essere vivente si aggiri nel raggio di 2 kilometri.
Gli enigmistiEntrano in edicola a mani vuote ed escono con una carriola stracolma di qualsiasi rivista di enigmistica esistente sulla terra.
Leggono le vignette umoristiche, le barzellette, fanno i giochi tipo “Annerite gli spazi” e “Unisci i puntini da 1 a 69”, poi passano alle parole crociate (quelle facilitate).
Iniziano con le definizioni da due: targhe di italiche province e iniziali di VIP vengono completate con soddisfazione e compiacimento; poi passano (con difficoltà) a quelle da tre dove le percentuali di successo scendono drasticamente ad un misero 50%, infine leggono le definizioni da quattro come se stessero affrontando un esame di fisica quantistica.
Sconfitti, tornano in edicola ed escono con Novella 3000, Confidenze e Grand Hotel.
I muratoriIniziano la mattina presto con paletta e secchiello a far giocare i propri figli per costruire un castello di sabbia. In 5 minuti, scocciati dal fatto che il bimbo massimo duenne non è in grado di andare oltre ad un agglomerato informe di sabbia bagnata, prendono la situazione in mano.
Le formine sono sostituite da pale e picconi, comprano una betoniera, affittano autogrù e ponteggi. I più esagerati assumono cooperative di muratori bergamaschi.
A fine mattinata il castello di sabbia originario è sostituito da una villetta due piani con portico colonnato in marmo, statue di nani in cartongesso e piscina olimpionica.
Nel pomeriggio sono in comune a sbrigare le pratiche per il condono edilizio e per pagare l’ICI.