vadoaviveredasolo

mercoledì, marzo 30, 2005

Orchestra

Mi è capitato recentemente di andare ad una sagra.
Oltre alle giostre, alla gente ubriaca e al ristorante con prodotti tipici (che alla faccia della sagra paesana ti rifila un piatto di polenta e un'imitazione di mezza costina a 10 euri), un altro elemento caratteristico è l’orchestra.

I componenti tipici sono:

Il mattatore
Personaggio di spicco della band. Solitamente veste degli elegantissimi completi blu scuro con dei gilerini di lustrini rosa/fucsia e catarifrangenti rubati sui guard raill in autostrada. Guida i balli al ritmo di latineggianti “On, dos, tres” o più banali “Su le mani” e “Forza ragazzi” (nonostante il pubblico abbia un’età media degna di un reparto geriatrico).

La bionda ancheggiante
Capelli lunghi biondi ossigenati, minigonna dimensione francobollo, tette mongolfieriformi. I suoi ancheggiamenti provocano esplosioni di bypass e innalzamenti di pressione arteriosa nel pubblico (non più giovanissimo). Passa tutta la serata ondeggiando il culo annoiata, battendo le mani e lanciando ogni tanto degli “Olè” casuali.

Batterista
Ex batterista di un gruppo Heavy Metal. Nonostante il repertorio del’orchestra non oltrepassi i confini di mazurke, polche e valzer, è convinto di essere ad un concerto degli Slayer e pesta come un fabbro. Sviene per la fatica prima della fine della serata.

Chitarra e basso.
Solitamente fratelli o comunque parenti. Suonano svogliati e vorrebbero essere altrove. Si animano solo durante il momento delle cover (tipicamente “Il ballo del mattone” e “Romagna mia”) quando possono partire con qualche assolo che gli permette di esaltare le loro (solitamente scarse) capacità. I più esagitati, in un pieno autoconvincimento di essere la reincarnazione di Hendrix, finiscono bruciando la chitarra o cercando di suonarla con i denti. Solitamente il tutto si risolve senza feriti.

Tastierista
E' lui la vera anima dell'orchstra. Ha una tastiera con incorporato un computer più potente di quello della NASA che riesce a riprodurre qualsiasi suono, dall’imbutromba al verso del Petauro durante la stagione degli amori, dal motore della Vespa 50 Special alla voce di Mina sotto la doccia che canta “Il ballo del Qua Qua”. Per invidia degli altri componenti della band è spesso relegato in secondo piano.

Si dia inizio alle danze...

martedì, marzo 22, 2005

BMW

Oggi in ufficio grandi discussioni sulle macchine: prestazioni, velocità, confort, rapporto qualità prezzo…

Alla fine Marco ha chiuso la discussione con un salomonico: “Certo che la BMW è sempre la BMW!”, provocando mormorii di approvazione e unanimi consensi per l’acuta osservazione…

Chissà se anche questi qua sotto la pensano allo stesso modo…


lunedì, marzo 21, 2005

Cellulare

Il cellulare ha cambiato il modo di comunicare di tutti noi. Adesso siamo tutti reperibili ovunque, 24 su 24.
A patto di portarselo dietro…

Spesso ho la tendenza a dimenticarlo sulla scrivania quando vado in riunione, quando mi muovo in un’altra stanza o durante la pausa caffè.
Quando ce l’ho sottocchio non suona mai. Non appena mi allontano, dimenticandolo acceso e con la suoneria al massimo, per una strana congiunzione astrale parenti, amici, clienti, società di statistica e sconosciuti vengono colti da un raptus comunicativo e compongono contemporaneamente il mio numero.
Inizia così un concerto polifonico che tende ad innervosire i colleghi suscettibili con cui condividono lo spazio lavorativo, tanto che al mio ritorno (momento esatto in cui tutti quelli che disperatamente mi stavano cercando perdono qualsiasi interesse nei miei confronti) vengo regolarmente accolto da bordate di vaffanculi e di quelcazzodicellularetelodeviportaredietro; i più esagitati suggeriscono anche volgari modalità ed orifizi nascosti dove mettere il telefono onde evitare di dimenticarlo
Ultimamente, oltre agli insulti, sono arrivati a nascondermelo non appena mi allontano; inoltre (credo per vendetta delle ripetute rotture di palle) si crea un clima omertoso tale per cui nessuno mi dice dove lo hanno messo.
Settimana scorsa me lo hanno nascosto talmente bene che l’ho trovato solo a tarda sera.

Non credete anche voi si stia creando un clima particolarmente ostile nei miei confronti?

venerdì, marzo 18, 2005

Hockey

L’hockey, si sa, è uno sport di concetto in cui la ragione e la capacità di analisi si impongono sulla forza bruta e sulla fisicità.

Ieri sera, durante una partita di campionato, un mio compagno di squadra si è trovato con un avversario che contemplava la sua faccia con il bastone (due punti sullo zigomo).
Questo mio compagno, in un eccesso di entusiasmo e dimostrando di non aver completamente assimilato il concetto cristiano del “Porgi l’altra guancia”, ha ben pensato di arricchire il dentista del suo avversario (due denti rotti).
Il malcapitato, non capendo come mai un essere umano possa reagire con cotanta violenza dopo essere stato preso a bastonate sul viso, ha deciso di mantenere un dignitoso contegno: per questo motivo lo ha morsicato (dito mano destra).

Ed era solo il 5° del primo tempo!

Sarà, ma a me tutto questo intellettualismo mica mi diverte…

giovedì, marzo 17, 2005

Pericolo!

Ho ripreso la moto dopo un periodo di treno/macchina.
Fantastico!!!
Ma alla moto sono associati pericoli legati a diverse tipologie di automobilisti.

Ecco i principali:

Rappresentante in Audi: sempre sorridente, abbronzantissimo, occhiale da sole perennemente indossato. Vive in simbiosi con il cellulare (li riconoscete dall’auricolare stile Ambra nell’orecchio). Non muove un passo senza il suo nuovissimo navigatore GPS: anche per andare a comprare le sigarette al tabaccaio all’angolo deve farsi guidare dal satellite (in cui ha una fede cieca ed assoluta).
Pericolosissimo poiché non scende mai a velocità inferiori a 120 km/h e per una rara forma di labirintite automobilistica che non gli permette di guidare dritto, costringendolo a zigzagare continuamente (naturalmente senza usare le frecce).

SUV. Portaerei da 40000 tonnellate montate su 4 ruote.
Nonostante sia in grado di trasportare più persone di un Autobus dell’ATM solitamente la composizione classica a bordo del SUV è la seguente: moglie di libero professionista + bambino/a minuscolo + cane stronzo.
Pericolosissima poiché solitamente la moglie di libero professionista non è a conoscenza dell’esistenza del “codice della strada” (“No, quello non l’ho ancora letto, però ho appena finito il Codice da Vinci”).

Tamarro con l’Alfa (Alfa 75 e Alfa 33). Fedeli al motto di “Tengo l’Alfa, detengo il potere” gli alfisti sono i veri padroni incontrastati della strada.
Molto pericolosi, ma fortunatamente si possono evitare grazie al fatto che montano impianti stereo che farebbero impallidire quello del Cocoricò e sono quindi individuabili a grandi distanze.

Vecchio con il cappello. È la categoria più pericolosa.
Coppola o colbacco d’inverno e cappellino sportivo (dell’Inter o del giro d’Italia del 1933) d’estate.
Non vede oltre il parabrezza ma in compenso è completamente sordo. Sguardo vacuo perennemente fisso davanti a se, non immagina neanche che possano esistere altri veicoli (non li vede/sente) in strada.
I vecchi con il cappello si trovano spessissimo all’uscita di curvoni veloci dove voi arrivate in piega a circa 140 km/h mentre loro toccano la loro velocità di punta (22km/h).

Che Dio ce la mandi buona...

martedì, marzo 15, 2005

Casello

Ore 3.05.
Nonostante il mio abbigliamento degno dell’omino Michelin (dal basso verso l’alto: stivali-calzettonidasci-pantalonidivelluto-pantaloniimobottiti-maglietta-maglioncino-maglionedilana-giacconeimbottito-giaccantipioggia-guantidilana-guantidamoto-paracollo-casco), arrivo al casello di Melegnano completamente ibernato.
Un unico casello aperto. Rallento e mi fermo.
La casellante è un personaggio inquietante, degno dell’ora notturna: una donna enorme, un misto tra Andrè The Giant (noto lottatore catch che pochi estimatori ricorderanno) e Platinette.
Bionda ossigenata, mascara e fondotinta messi con la cazzuola, con una parure di collane finto-oro-vera-plastica che farebbe impallidire B.A. Baracus.
E’ talmente grossa che mi chiedo come abbiamo potuto farla entrare nel casello: penso ad una autogrù oppure potrebbero averla messa li e poi hanno costruito il gabbiotto attorno…

Biascico un “Bnsra” con la mascella ghiacciata.
Mi squadra infastidita. Sicuramente l’ho distolta da qualche interessante articolo-gossip su Carlo d’Inghilterra o sull’ultimo flirt della Arcuri (nel frattempo ho deciso che mi sta antipatica… “Sorry, sei l’unico casello aperto, anche io avrei fatto a meno di incontrarti stanotte…”).

Le passo il tagliando. Lo guarda come se le avessi rifilato un candelotto di dinamite acceso. Dopo qualche secondo il suo neurone le ricorda che il suo ruolo di casellante le impone dei doveri.
Ritira il biglietto e lo infila nella macchinetta.
10,40 €
Sfilo a fatica il portafoglio, mollo i 10 € (che al contrario del tagliando vengono presi al volo mentre ancora li stavo tirando fuori dal portafoglio).
Poi dico “Aspetti, ho i quaranta centesimi”.
Trovo il portamonete e le rifilo i 40 cent (anche questi presi al volo).
Aspetto la sbarra che si alzi. Niente. Mi giro e la guardo. Mi guarda. Stiamo li a fissarci per un pò e vi garantisco che non è un bel vedere… (“Cristo sono le 3.10, voglio andare a casa!!!”)

Casellante (con un accento di un camionista della val Brembana): “Mi hai dato 40 centesimi”

Io: “Si”

Casellante: “E basta…”

(Cazzo, sta provando anche a fare la cresta?!?)

Io: “No, guardi che le ho dato anche altri soldi”

La casellante lancia un muggito pensieroso; dallo sguardo vacuo e poco intelligente temo che stia valutando se insistere con la pantomima, uccidermi, farmi a pezzi e buttarmi in pasto ai maiali o farmi passare.
Io voto la terza opzione. Fortunatamente anche lei.

Casellante: “Ah, si, eccoli qua i 10 €. Ciao, va…”

Metto la prima e riparto a tutta velocità….

lunedì, marzo 14, 2005

Romanticismo

Vado a pranzo con Mattia.

Raggiungiamo il gruppo dei colleghi in trattoria. Appena ci sediamo, si scatena il fuggi fuggi generale.
I primi ad alzarsi possono sfruttare le scuse migliori (“ho un appuntamento”, “devo finire alcune cose”), gli altri si arrampicano sugli specchi e devono lavorare di fantasia (crisi di astinenza da fumo, attacchi di claustrofobia e finte convulsioni, presunte invasioni aliene).
Stranamente, rimane con noi Antonella.
Ci lascia il tempo di ordinare, ci guarda compiaciuta e poi sfoggia un sorriso a 108 denti, mostrando orgogliosa la mano su cui troneggia un anello delle dimensioni di una pizza margherita.

Io: “Ti sei fidanzata?”

Antonella: “No, mi sposo!”

Io: “Ma dai? Quando?”

Antonella: “Il 13 Maggio”

Mattia: “Complimenti. Come mai così presto?”

Antonella: “Per una questione di IVA…”

Mattia e io: “….”

Mentre inizio a mangiare penso che, forse, io ed Antonella abbiamo diversi canoni di romanticismo…

mercoledì, marzo 09, 2005

Speriamo che sia maschio

Un collega (siculo) di mio babbo ha appena ricevuto la notizia che suo figlio sarà maschio.

Io: “Congratulazioni!”

CdB (Collega del Babbo): “Minchia, sono troppo felice, cioè capisci, per uno appassionato di informatica e che ci piace la formula uno è più facile se è maschio. Minchia, ci compro la pista, ci compro la pleistescion. Cioè, minchia, sii analitico ed obiettivo: se io avrei avuto una femmina che minchia ci capivo? Sai che palle il sabato e la domenica a giocare alle bambole? Minchia, poi a Natale mi toccava andare alla Rinascente a comprare la Barbie, che tutto il giorno ti scassa il cazzo con ste minchia di Barbie: la Barbie di su e la Barbie di giù e io non ci capisco un cazzo di Barbie. Perché se è maschio, abbiamo gli stessi gusti. Minchia, è come quando esci con una che conosci di già: mica devi stare li a pensare cosa regalarle, i fiori, la magliettina.. cioè la conosci di già e minchia, non puoi sbagliare. No, minchia, sono veramente felice.”

Io: “Ehmmm, si è fatto tardi. Devo andare. Ancora congratulazioni”

CdB: “Grazie. Minchia, che soddisfazione!”

E continua compiaciuto a fumarsi la sua sigaretta..

Milano

Milano oggi regala primavera: sole e cielo azzurro.

E visto che è una città generosa, in omaggio ci aggiunge anche lo sciopero dei mezzi (sacrosanto!), un po’ di traffico impazzito, il PM10 oltre i limiti, i bauscia sulle Smart e i parcheggi inesistenti.

martedì, marzo 08, 2005

Mitico!!!

Come mi vedono

Look

Punto di vista 1: “Con i capelli lungi e la barba stai davvero bene”
Punto di vista 2: “Cristo, mettiti un po’ a posto… Sembri un barbone”

Sonno

Punto di vista 1: “Ale, quando dormi sembri un bambino…”
Punto di vista 2: “Cazzo Insa, quando dormi fai veramente schifo!”

Sport

Punto di vista 1: “Sei davvero bravo”
Punto di vista 2: “Insa, sei la morte dell’hockey…”

Personale

Punto di vista 1: “Sei veramente prezioso”
Punto di vista 2: “Sei veramente un coglione!”


Dr. Jekill e Mr. Hide…

lunedì, marzo 07, 2005

Pausa pranzo

La pausa pranzo è spesso ricca di interessanti spunti di conversazione.

13.00 - 13.15

Sport

1 Sintesi dei risultati del Campionato di calcio di Serie A
2 Insulti agli avversari
3 Commento a Juve-Roma
4 L’angolo della moviola: mimo delle azioni salienti
5 Insulti agli avversari
6 Calcio internazionale:
- commento dei risultati delle future avversarie delle squadre italiane in Scempionsligh
- analisi tecnica dello stile di gioco portoghese ed inglese: differenze ed affinità
7 Insulti agli avversari

13.15 - 13.20

Storia della medicina

1 Il colesterolo negli anni (introdotto dalla frase “Che il colesterolo alto faccia male è un falso mito degli anni ottanta”)
2 Insulti agli avversari
3 La febbre come reazione ai virus: spiegazione scientifica e non
4 Storia dell’estrazione delle tonsille: casi reali e testimonianze dirette

13.20 - 13.30

Pedagogia

1 Lo scapaccione come tecnica educativa, il mestolo di legno come tecnica repressiva
2 Metodo Montessori vs Metodo Erode
3 Testimonianze di percosse subite
4 Insulti agli avversari
5 Angolo Amarcord: "Ai miei tempi..."

Rimango in silenzio ed ascolto attonito... Prima che si introducano argomenti clou quali “Sanremo” o “Avete visto le Iene?”, mi alzo e me ne vado.
Domani mi preparo la schiscia e vado al parco…

venerdì, marzo 04, 2005

Ikea

Ho passato lo scorso week end all’Ikea a comprare mobili inutili e traballanti che poi ho montato nelle sere passate.
Ieri l’ultima fatica… devo montare l’ultimo mobile e poi ho finito. Chiedo aiuto ad Andrea.
Ci mettiamo in due, armati di trapano elettrico (mi piace un sacco giocarci…), pazienza e buona volontà.
Già al primo tentativo i fori non combaciano. Niente che non si possa superare con una buona dose di bestemmie e un paio di sane martellate.
Con la stessa tecnica incastro anche il secondo ripiano.
Il terzo entra con troppa facilità… qualcosa non torna, non può essere stato così facile. Io e Andrea guardiamo con sospetto il mobile, cercando di capire dove questo bastardissimo pezzo di legno (?!?) svedese ci sta tradendo.
Lo osserviamo attentamente. Poi capiamo.
Ci vergogniamo e finiamo di montare il mobile in silenzio.


martedì, marzo 01, 2005

Famiglia

Entro di corsa in casa dei miei per recuperare un paio di cose.
Mia madre mi segue per tutta la casa sparando domande a raffica: “Comestai?Haimangiato?Vuoideipomodori?Tipreparoqualcosa?Haifattolaspesa?Haipulitolacasa?” e così via… rispondo a monosillabi e la dribblo in velocità (sono in ritardissimo) per uscire.
“Ma non saluti papà?”
“Dov’è?”
“In cucina a leggere”

Apro la porta e lo vedo di spalle. È seduto sulla sedia, il libro aperto sul tavolo, la testa reclinata in avanti, le braccia conserte. Russa leggermente.
Mi avvicino, gli accarezzo la testa: “Ciao babbo”.
Lui si sveglia di soprassalto, si guarda in giro spaesato con l’espressione intelligente della mucca che guarda passare il treno e senza nemmeno salutare mi dice: “Oh, non è ora di tagliati i capelli?” e come si era svegliato, si riaddormenta.

Ciao famiglia. Alla prossima.