vadoaviveredasolo

venerdì, aprile 29, 2005

Scooter

Milano. Primavera. Primi caldi.
Spuntano come funghi gli scooteristi. Ecco le tipologie più diffuse.

Manager

Elegantissimo nel suo piumino smanicato, le scarpe superluccicanti e con l’immancabile telefonino, sfreccia a bordo del suo maxiscooter alla velocità del Concorde in mezzo al traffico paralizzato. Il suo habitat naturale è la circonvallazione interna di Milano. Nel caso in cui debba oltrepassare queste colonne d’Ercole, torna a casa a prendere il SUV e il passaporto.
Al semaforo rosso non si ferma mai perché mica ha del tempo da perdere.

Pischella Milano-bene

Gira per Milano con il casco a scodella tappezzato da tutti i gadget immaginabili (orecchiette da gatto, codino del maiale, protuberanze del trombiculide, spine dello scozzone, etc. ). Anche in pieno inverno, con nebbia e neve sfoggia fiera i suoi occhiali da sole con lenti delle dimensioni di un televisore al plasma. Solitamente siede esattamente sulla punta della sella ed assume una postura eretta che le dona un’aria vissuta (che ai più da quella vaga impressione che le abbiano infilato un palo nel culo).
Al semaforo rosso non si ferma perché quest’anno non è di moda.

Tamarro di periferia

Lo si può vedere sfrecciare a bordo del suo (quasi) normale scooter. In realtà, dopo qualche piccola elaborazione, il dueruote in oggetto è stato equipaggiato con il motore dello Space Shuttle. Raramente viaggia a velocità inferiori a quella del suono.
Non si ferma al semaforo rosso perché i freni li ha tolti per alleggerire il mezzo.

Il freddoloso

Il freddoloso vive l’utilizzo dello scooter come un alpinista in inverno durante una tormenta sul Bianco. E si veste di conseguenza. Non usa mai abbigliamento tecnico da moto ma esclusivamente residuati trovati in casa: vecchi guanti da sci firmati Zeno Colò, sciarpa di lana e tarme, passamontagna, colbacco del nonno che ha fatto la campagna di Russia, giubbotto in pelle anni 60, scarponcini col pelo e l’immancabile giornale che copre la pancia. Si scioglie prima dell’arrivo di Luglio.
Al semaforo rosso non si ferma perché altrimenti sverrebbe per la caldazza.

venerdì, aprile 15, 2005

Informazioni

Sto andando a piedi verso l'ufficio.
All'improvviso, si affianca una macchina. Il conducente ha l'aria di chi è terribilmente in ritardo.

Conducente: "Scusi un'informazione..."

Io: "Dica, dica..."

Conducente: "Per la Fiera?"

Io: "Mmmmhh, siamo parecchio fuori zona, praticamente è dall’altra parte della città. Comunque faccia così: al semaforo giri a destra, prenda la circonvallazione e la segue fino a piazza Napoli, poi chiede."

Conducente: "A destra? Ma se giro a sinistra non ci arrivo lo stesso?"

Io: "Si ci arriva lo stesso, ma a destra è un po’ più breve"

Conducente: "Ma se vado a sinistra non è meglio?"

Io: "No, no è meglio. Guardi, le conviene fare la circonvalazione in questa direzione, che è più veloce e trova meno traffico."

Conducente: "Ma se giro a sinistra non faccio prima?"

Io: "Mi spiace, non sono di Milano, arrivederci."

martedì, aprile 12, 2005

FS e letteratura

Durante le mie peregrinazioni da pendolare tra la padana brianza e la grigia Milano ho notato che molti passeggeri condividono con me il piacere della lettura durante il viaggio.

Guardandomi un po’ in giro ho stilato la classifica dei più letti dai pendolari della linea Arcore-Milano.

Primo in assoluto con centinaia di copie, il libro di Giorgio Faletti. È il vero simbolo di riconoscimento del pendolare: non puoi definirti tale se non lo possiedi. Anche i passeggeri che stanno leggendo un altro libro (pochi), ne hanno comunque una copia sotto braccio.

Al secondo posto, staccato di molte lunghezze, Dan Brown con i suoi codici davinciani, angeli, demoni e chierichetti. Non di rado tra questi lettori nascono accese discussioni sulle teorie più disparate e fantasiose che sfociano in risse verbali e non, tanto che deve intervenire il controllore per disperdere i contendenti a colpi di obliteratrice.

Terzo posto, in gran recupero, per i libri sul Papa. Grazie alla pubblicità gratuita degli ultimi tempi, biografie autorizzate e non, encicliche e memoriali appaiono nelle mani di un pubblico sempre più vasto. Il lettore tipo di questi libri è spesso assorto in una profonda meditazione ascetica e spirituale, anche se ad un occhio ateo ed inesperto potrebbe sembrare che stia dormendo…

Al quarto posto Paolo Coehlo con i suoi racconti mistico-iniziatici. I lettori solitamente sospirano profondamente, annuiscono soddisfatti ed assumono l’aria di chi ha visto la luce. Alcuni
cercano di catechizzare i vicini di posto, i più esagitati fondano sette eretiche o succursali di Scientology.

Non vi sono tracce di altri scrittori minori quali Dostoevskij, Benni, Pennac, Shakespeare, Wilde o altri che non cito…

lunedì, aprile 11, 2005

Discount

Andrea: “Scusi, questo prodotto è scaduto.”

Commesso: “Si, ma da poco…”

venerdì, aprile 08, 2005

Pubblicità

Ieri Beppe, il proprietario della trattoria dove mangiamo tutti i giorni, ci ha raccontato che sua moglie (che solitamente mangiava al tavolo vicino al nostro) è stata ricoverata per un’ulcera perforante.

La pubblicità è l’anima del commercio…

mercoledì, aprile 06, 2005

Derby

Nei giorni passati gli eventi si sono succeduti frenetici.

Prima il Papa. Sono spuntati come funghi vaticanisti da bar, esperti di conclavi, conoscitori delle usanze pontificie, madonnari, mistici e papisti, guelfi e ghiebellini ex chierichetti e Don Camilli.

Poi le elezioni. E con esse sono arrivati gli esperti politologi, i dietrologi improvvisati, i dibattiti sui programmi (“Siete dei comunisti di merda”), i Vespa, i “tantosontuttiladri”, ex militanti democristiani e veterocomunisti. È riapparso anche Berlusconi in televisione (con uno splendido numero di cabaret…).

Ma fortunatamente da oggi tutto torna come prima; non c’è funerale o elezione che tenga, le notizie da Roma (politiche o religiose) passano in secondo piano, le ultime volontà del Papa e le dichiarazioni di Prodi sono ignorate, il calvario dei pellegrini è trascurato… Stasera torna il grande calcio e la ScempionsLigh, eccheccazzo!!

Nei bar e sui mezzi pubblici, in pausa pranzo o alla macchinetta del caffè commissari tecnici, esperti di moduli, tifosi sfegatati, ex-calciatori meniscolesi e pallonari inguaribili riemergono dal forzato letargo in cui erano stati relegati per tornare a parlare del Dio pallone in una delle sue manifestazioni più potenti ed impressionanti: il derby Milan-Inter!

Finalmente un po’ di normalità…

martedì, aprile 05, 2005

...e Forza Italia!

Dal sito di Forza Italia:
"La commozione per la morte del Papa ha sicuramente fatto passare in secondo piano le elezioni e potrebbe aver allontanato dalle urne gli indecisi e coloro che di solito vanno ad ingrossare il numero degli astensionisti, che tra l’altro leggendo i giornali o guardando la tv non sono stati debitamente informati sulle elezioni."

Lo sapevano tutti che questo Papa era un comunista bolscevico...

venerdì, aprile 01, 2005

2

Ieri ho preso il 2, un tram stile vecchia Milano, dalla Scala alla stazione Centrale.
Salgo e mi piazzo vicino al finestrino.

Alla mia destra (fisicamente ed immagino anche politicamente) un giovane manager della ricca borghesia milanese, giaccavellutato, occhiale strafico, pettinatissimo e cellulare che costa come la mia moto.
Al suo fianco fidanza strafiga, mezzamodella, con stivale da mezzo metro che lo guarda estasiata.
Lui è al telefono: “Yes, last week I was in Dubai for business… yes, yes… I had a very good time. Nice people, nice weather… No, next week I’ll be in New York for a short holiday. Sorry. Ok, Bye Frank, see you”

Alla mia sinistra un anziano turnista della Breda, con marcate origini partenopee, giaccasdrucito, occhiale fintogriffato, sgarrupato e cellulare tenuto insieme con scotch, spago e preghiere.
Al suo fianco collega di lavoro più giovane, mezzo addormentato, con scarpa da tennis in voga (e comprata) negli anni 80 che guarda il culo della modella.
Lui è al telefono: “Antò, si stavo a lavorà… se, se... mi sono scassato le palle… una mandria di cacacazzi! No, mercoledì non ci sto, ci sta il derby… se, se… ‘afanculo Antò!”